Qui da noi lavora un ragazzo di colore che si chiama Cherif. E’ un operatore socio-sanitario e proviene dalla Costa d’Avorio. La sua pelle è molto scura e quando ride dà risalto alla sua bianca dentatura.
In casa di riposo spesso si sente musica e lui è il primo a scatenarsi in improvvisate danze.
Io, che non riesco a stare ferma, mi avvicino e mi scateno insieme a lui.
Un giorno lui sta servendo il tè agli ospiti quando io, senza riflettere, mi alzo dalla sedia.
Inizio la mia danza, perdo l’equilibrio e sto per cadere all’indietro.
Lui prontamente con un balzo mi afferra e mi riporta in equilibrio.
Avrei potuto seriamente farmi male, invece ho solo preso un po’ di paura.
Questo è un episodio come tanti che succedono in casa di riposo.
Personalmente ringrazio Cherif che è sempre vigile con noi.
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