di Lina Giust
Sento la sua voce, vedo il suo codino attraversare il corridoio. È lui, Marco, il fisioterapista.
"MARCO" grido dal mio letto.
È un grido di aiuto che risuona prepotente, non può ignorarmi.
Infatti con una veloce retromarcia si è presto seduto accanto a me, e mi tiene la mano.
Con il suo sorriso accennato mi invita ad alzarmi.
"Vieni con me ", devo fare un lavoro noioso, così mi fai compagnia.
Non me lo faccio dire due volte, sono tanto nervosa e tra i singhiozzi gesticolo senza sosta.
Con lui sto bene e anche se tra gli anziani ed il personale si cerca di mantenere le distanze professionali, con qualcuno si allacciano rapporti più confidenziali.
SIAMO ESSERI UMANI
Grazie Marco, in te di umanità ce n'è molta.
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